Una storia, questa, in cui il protagonista è il mare. Un territorio caratterizzato da una città racchiusa tra mare e campagne.

La storia di Ancona è legata al mare fin dalla sua fondazione che secondo alcuni avvenne ancor prima della nascita di Roma (insediamenti Piceni), ma che ufficialmente risale al 387 a.c. quando fu fondata da esuli Siracusani una colonia proprio lì dove la costa si torceva a formare un’insenatura a forma di gomito (Ankòn in greco) generando un porto naturale.
Nel corso dei secoli quel porto divenne sempre più rilevante fino ad acquisire un ruolo di primaria importanza nell’era imperiale romana (ancora oggi l’arco eretto in onore di Traiano tornato vincitore dalla guerra di conquista in Dacia si erge al Porto Antico a memoria di questo passato).
Ma è dopo l’anno 1.000 che il porto diventa ancor di più motore di sviluppo per la città che proprio in questo periodo acquisisce autonomia e diventa libero comune e Repubblica Marinara.

La porta d'Oriente

I traffici commerciali fiorenti rendono Ancona una delle porte d’Oriente in continua disputa con Venezia nelle sue attività commerciali con Costantinopoli e con le altre sponde orientali del Mediterraneo e dell’Egeo.
La città diventa cosmopolita, vivono ad Ancona ebrei, bizantini, dalmati, albanesi, siriani ed egiziani e la repubblica fiorisce anche sotto il profilo amministrativo dandosi un’organizzazione da vera città-stato.

Una città indipendente...

La difesa dell’indipendenza ha visto la città vincere un assedio da parte di Federico Barbarossa nel 1.173, imperatore del Sacro Romano Impero deciso a schiacciare i liberi comuni italiani per riaffermare la sua supremazia.

In quell’occasione le gesta di eroi cittadini (come la celebre Stamira) sono state iscritte negli annali della città che ancora oggi rende omaggio a questi suoi figli.
Per la difesa del territorio circostante la città, composto di borghi e zone rurali, è stato edificato nel tempo un sistema di linee difensive a protezione dalle vicine Jesi e Osimo.
Sono nati così i Castelli di Ancona alcuni dei quali oggi divenuti veri e propri paesi e comuni (Polverigi e Agugliano), altri delle frazioni del comune di Ancona (Gallignano e Paterno), mentre altri ancora conservano a tutti gli effetti l’aspetto del castello medievale (Offagna) evocando un tempo in cui quei luoghi erano posti a difesa dell’indipendenza di una città operosa e aperta all’Oriente.

L’indipendenza della Repubblica Marinara di Ancona finì con un sotterfugio ad opera di Papa Clemente VII che fece costruire nel 1.532 la fortezza della “Cittadella” per proteggere la città da incursioni ostili dal mare, ma che invece utilizzò per sottometterla puntando i cannoni verso la città piuttosto che verso l’orizzonte. Ai giorni nostri la fortezza occupa, come allora, la parte sommitale del colle Astagno e rappresenta un esempio di fortificazione rinascimentale da progetto di Antonio da Sangallo.
Oggi la città si sviluppa sul promontorio a gomito che ha ispirato il suo nome allargandosi tra due mari, da un lato il porto raccolto nell’insenatura naturale e dall’altro le falesie del Passetto, in piena città, che si estendono a sud collegandosi a quelle della Riviera del Conero.

Il ruolo del mare e del porto ha continuato ad essere importante nel connotare la città. A partire dall’800 fino a metà ‘900 ai piedi delle falesie rocciose del “Passetto” (l’unica spiaggia cittadina) sono state scavate moltissime grotte utilizzate come ricovero per le imbarcazioni da pesca e che oggi caratterizzano in modo unico questo tratto di costa rocciosa cittadina che unisce agli elementi naturali delle falesie a picco sul mare e degli scogli dalle forme caratteristiche, l’opera dell’uomo ancora una volta legata alla convivenza con il mare.
Scoprire la città di Ancona significa immergersi in questo racconto attraverso i segni lasciati dalla storia.

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